
Alla rivoluzione societaria e tecnica seguirà un ribaltone anche nell’organico. Il bomber della Sampdoria è la priorità. Poi la difesa e l'epurazione. Molto dipenderà dal nome dell’allenatore, ma gli obiettivi sono già chiari
TORINO, 9 febbraio - Rivoluzione societaria e rivoluzione tecnica, innanzitutto. Poi rivoluzione d’organico. Epocale. Perché s’è arrivati ad un punto in cui - alla Marzullo - c’è un vecchio ciclo (lui dice “giorno”) che sta per finire e c’è un nuovo ciclo che sta per cominciare. O quantomeno così dovrà essere. Proprietà e vertici bianconeri sempre alla Marzullo - si sono fatti delle domande e si sono dati delle risposte, una risposta in particolare: no, così non si può andare avanti. Logica conseguenza la decisione di intervenire massicciamente sull’organico secondo due precise linee da seguire: 1) apportare sostanziosi ritocchi in termini di quantità e qualità; 2) epurare la rosa da quegli elementi la cui incidenza sul bilancio è superiore all’incidenza sui risultati, insomma non più all’apice della carriera.
RINFORZARE - Il piano di rafforzamento/ringiovanimento è grossomodo già stato stilato in termini di priorità. Partendo, appunto, dalle carenze (in taluni casi decisamente fin troppo evidenti) dimostrate in questo campionato. Obiettivo numero uno, sul quale occorre muoversi con grande tempestività, è l’acquisto di un bomber in grado di garantire almeno 15 gol a stagione, nonché quella continuità che gli attuali attaccanti bianconeri non hanno dimostrato. Obiettivo numero due, un regista in grado di... fare il regista: di rattoppare, insomma, un “buco” che ormai è diventato una costante della Juventus nuova-gestione. Obiettivo numero tre e quattro, due difensori (un terzino sinistro e un centrale) grazie ai quali gettare le basi per un reparto arretrato affidabile, compatto, duraturo. Fin qui, ovviamente, un canovaccio di base fatto principalmente di indirizzi e di svariate rose di candidati da depennare a seconda degli sviluppi in ambito societario e tecnico. Vien da sé che l’arrivo di Benitez, piuttosto che di Allegri, piuttosto che di Prandelli condizionerebbe pesantemente le scelte in un senso piuttosto che in un altro. Tuttavia la società ha ora il compito di lavorare per rendere percorribili tutte le strade, onde non farsi trovare impreparata al momento di chiudere. Così si spiegano i vari discorsi, sondaggi, trattative, ragionamenti in merito ai vari Dzeko, Pazzini (il nome più caldo) e Higuain per l’attacco; Bale e Drenthe per la corsia sinistra; Mexes, Tasci e Bonucci per il centro della difesa.
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Fabio Riva
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