
Domenica il Genoa, serve la svolta: ricambio generazionale per stimolare i big? Zaccheroni può puntare sulla voglia e l'entusiasmo dei giovani per dare una scossa. Il fantasista è in grado di dare imprevedibilità
TORINO, 9 febbraio - Servono forze fresche, serve la Primavera. Lo abbiamo sostenuto, lo sesteniamo ancora. E non si tratta soltanto di una provocazione. Già perché quando i campioni (foss’anche del Mondo) rischiano d’avere la pancia piena; quando le indiscusse qualità vengono meno in quanto offuscate da cali di concentrazione oppure intoppi di stampo psicologico/ motivazionalie; quando l’ambizione di far bene in Sud Africa rischia di prendere il sopravvento rispetto alla voglia di far bene in serie A... Beh, quando succede tutto questo, allora l’entusiasmo e la voglia di mettersi in mostra che caratterizzano chi deve ancora «arrivare» o chi deve consacrarsi definitivamente possono rappresentare un’arma in più in grado di smuovere le cose o, quantomeno, di pungolare l’orgoglio di chi arrivato si sente già. Elementi con tali caratteristiche, alla Juventus, non mancano. Figurano nella rosa della prima squadra, tanto per cominciare: Sebastian Giovinco su tutti. E figurano nella rosa dei talentini della Primavera di mister Bruni che tanto bene sta facendo al torneo di Viareggio. A prescindere da come vada a finire in Toscana, infatti, le qualità individuali di molti sono già emerse chiaramente.
JOLLY ATOMICO - Ma partiamo ovviamente da Sebastian Giovinco, uno su cui la società ha dimostrato di voler investire molto ( non solo in senso lato, anche da un punto di vista prettamente economico) ma su cui, a quanto pare, non ha voluto puntare in maniera altrettanto massiccia lo staff tecnico. E è soltanto questione d’infortunio, considerando che lo stop fisico è affare ormai superato e considerando che anche nella prima parte del campionato Ciro Ferrara non ha concesso molti spazi alla “ FormicaAtomica”. Con Amauri incagliato in una crisi di gol che comincia ad assumere le fattezze di “crisi cronica”, con Vincenzo Iaquinta e David Trezeguet bloccati, perché non dargli fiducia? Con le sue caratteristiche tecniche, del resto, è l’uomo giusto per dare più brillantezza ed imprevedibilità al gioco. Magari giostrando proprio insieme con Diego, in modo tale da togliere punti di riferimento alla difesa avversaria, possibilmente aprendo varchi e dando brio alla fase offensiva.
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Fabio Riva
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