
Il tecnico del Fulham: «Bianconeri fortissimi, ma ci proveremo»
TORINO, 10 marzo - «Non siamo dei sognatori ma proviamo a realizzare i nostri sogni». Roy Hodgson non si nasconde: il suo Fulham domani proverà a realizzare il sogno di vincere a Torino contro la Juventus. L'ex allenatore di Inter e Udinese, due delle squadre guidate anche da Alberto Zaccheroni, comunque è consapevole che non sarà un'impresa facile. «Nonostante i bianconeri stiano attraversando una stagione difficile - dice Hodgson - la Juve è sempre la Juve: ci attende un impegno molto difficile. Essere agli ottavi è per noi un grandissimo risultato, ha un significato storico per il club, visto che non abbiamo tanta esperienza a livello europeo. Mantenere questi standard sarà difficile, ma penso che si possano gettare le basi per avere ulteriori miglioramenti in futuro. Abbiamo comunque tanta strada da fare per raggiungere club come Chelsea, Manchester, Inter, Juventus e Milan».
Hodgson non esclude un suo ritorno in Italia in futuro. «Tornare da voi? Perché no, non si può mai sapere che cosa succede nel futuro, nel calcio in particolare. Ho ricordi molto belli della mia esperienza all'Inter, ora però non penso a questa eventualità. Parlo ogni tanto con Massimo Moratti: spero che i nerazzurri facciano una grande partita contro il Chelsea la prossima settimana. Così come credo che il presidente abbia a cuore che il Fulham giochi bene e che vinca domani. Con questa partita, però, l'Inter non c'entra niente».
Il Fulham arriva a Torino in emergenza. Mancheranno infatti il capitano Murphy, squalificato, e gli infortunati Dempsey, Pantsil, Johnson e Dikcagoi. A loro si aggiunge Stefano Okaka. L'azzurrino, che a gennaio ha lasciato la Roma per andare in Inghilterra, è già stato impiegato da Claudio Ranieri in questa edizione della Coppa, quindi non potrà giocare con la nuova maglia; così come Shorey, proveniente dall'Aston Villa. Ci sarà invece Bjorn Helge Riise, fratello del romanista Jon Arne, che dovrebbe partire però dalla panchina.

Grazie a Internet, il francese Akcelrod si è inventato una carriera
ROMA, 10 marzo - Grazie a internet si era creato un curriculum da calciatore di serie A. Attraverso internet (per mano di un tifoso curioso) è stato smascherato. È finita così la breve ma fulminante “carriera” di Gregory Akcelrod, 26enne centrocampista francese di modeste qualità. Il suo sogno era quello di giocare in un grande club e pur di raggiungerlo non ha esitato a "crearsi" una carriera di tutto rispetto. Così ha pensato bene di crearsi un sito internet con tanto di curriculum, foto con la maglia del Paris Saint Germain e stralci di articoli che parlavano di lui come dell'erede di Pep Guardiola. E alla fine un club interessato a lui, Akcelrod lo ha trovato, il Cska Sofia che nel giugno del 2009 lo ha anche tesserato.
Ma chi di internet ferisce, di internet perisce e così a tradire Akcelrod è stato proprio il web. Un tifoso del Cska curioso ha cercato informazioni sullo sconosciuto centrocampista ingaggiato dal suo club del cuore e ha scoperto l'inganno. È bastato intervenire in un blog dei tifosi del Psg (dove, secondo il fantasioso curriculum il francese aveva giocato due stagioni) e chiedere lumi su questo sconosciuto per scoprire che era tutto falso. E così l'avventura di Akcelrod nel calcio che conta è durata appena due giorni.
E dire che Gregory si era inventato pure una carriera internazionale. Belgio, Galles, Inghilterra, Scozia, Argentina (River Plate), Stati Uniti, Brunei e anche Italia, dove addirittura raccontava di aver fatto un provino per l'Inter. La storia di Akcelrod è raccontata dal giornale “L'Express”. «L'incredibile inganno di un vero falso calciatore» titola il giornale che racconta di come il francese, del quale si hanno tracce nella quarta serie inglese dove Akcelrod ha sostenuto qualche provino o per la partecipazione a una trasmissione televisiva del canale TF1 "Tournez Manege" (una sorta di agenzia matrimoniale). Di imprese con il nome di Akcelrod sui rettangoli di gioco nessuna traccia.
Resta però l'impresa sul web che gli è valsa, anche se solo per due giorni, l'ingaggio con il Cska Sofia, caduto - è proprio il caso di dirlo - nella rete. Era il 2009 e il Cska aveva appena perso lo scudetto contro gli eterni rivali del Levski. Tra gli acquisti per la stagione successiva c'è anche quello della promessa francese Akcelrod. Oggi di questa storia, sul sito del Cska non vi è traccia. Ma si sa che il presidente del club bulgaro - che ha al suo attivo 31 scudetti e 18 coppe di Lega - ha chiesto conto agli osservatori del clamoroso abbaglio. E pensare che il Cska nel settembre 2009 si rese protagonista involontario - complici ancora una volta dei tifosi - di una sorta di imbroglio ai danni di quattro calciatori del Levski Sofia: alla vigilia del derby finti emissari della squadra russa del Rubin Kazan si presentarono con una faraonica offerta per i quattro migliori giocatori del Levski, repentinamente convocati a Mosca per poi accorgersi che si trattava di una bufala. Nel frattempo il derby si era giocato, senza giocatori del Levksi con il successo del Cska. Quella volta favorito, questa invece ingannato con un finto scoop.

Tecnico Catania ricorda i quattro anni in nerazzurro
(ANSA) - CATANIA, 10 MAR - Sinisa Mihajlovic ha nel cuore l'Inter ma, assicura, fara' di tutto per batterla venerdi' sera al Massimino. 'Sono stati anni bellissimi - ricorda cosi' il tecnico del Catania la sua esperienza in nerazzurro - due da calciatore, due da allenatore. All'Inter ho ricevuto gratificazioni personali importanti'. Ma venerdi' Sinisa vuole i tre punti:'In Europa mi auguro che vincano, che proseguano il cammino, sono legato all'Inter ma quando l'incontro vorrei batterla'.

I colpi per tornare al vertice: cinque esperti consigliano la dirigenza bianconera. Pasqualin: «Serve un grande uomo d'ordine». Serena: «Prenderei pure Pazzini». Damiani: «Dzeko sarebbe un grande investimento». Bagni: «James Rodriguez è davvero bravo, vale la Juve». Gregucci: «Punterei su Walcott dell'Arsenal»
TORINO, 9 marzo - La Juve è tornata in linea di galleggiamento. Sensazione positiva, ma che non deve rivelarsi fuorviante. Le ragioni che hanno portato all’esonero di Ciro Ferrara sono note, a partire dalle responsabilità del diretto interessato, ma non cogliere i segnali di usura di una rosa forse troppo sopravvalutata a inizio stagione (anche da chi scrive) sarebbe pericoloso. Ragioni anagrafiche e tecniche consigliano un intervento ad ampio raggio. Il budget a disposizione della struttura tecnica sarà importante e in attesa delle indicazioni del prossimo allenatore ( Cesare Prandelli resta il favorito) è interessante ascolare quelle di chi ha per professione, voce in capitolo. Cinque esperti che a vario titolo il mondo del calcio lo frequentano da sempre. Tutti competenti, eppure divisi nell’analisi sulle necessità della Juve. A dimostrazione che il calcio davvero non è una scienza esatta.
ALDO SERENA
«La Juve per definizione deve puntare ogni anno al titolo. Riuscirci, poi, è un’altra storia, ma la dirigenza in questi anni ha investito molto e la base si presenta buona. A mio avviso quello che realmente in rosa è un centrocampista di qualità, in grado di accelerare la manovra. Un giocatore alla Pirlo, Pizarro, D’Agostino. Io lo inserirei al posto di Melo, che anche in prospettiva mi sembra meno importante di Sissoko e Marchisio. Il torinese in particolare mi piace molto, ma quando può agire più vicino al cuore del gioco. Ultimamente l’ho visto anche defilato verso la fascia e lì mi convince meno. In attacco invece le valutazioni devono essere d’ordine anagrafico. Pazzini ha la capacità di giocare faccia a la porta che ad esempio manca a Gilardino, mentre il viola eccellente quando si trova spalle all’area. Punterei sul blucerchiato, anche in funzione dell’età».
CLAUDIO PASQUALIN
«Direi che un regista di ruolo è assolutamente necessario, mi riferisco a un vero metronomo del centrocampo. Per intenderci, più un Pizarro che un Pirlo. Anche se ultimamente viene impiegato in posizione più avanzata, l’identikit corrisponde a Cesc Fabregas. Giovane, ma già esperto. Certo acquistarlo non sarebbe semplice, ma non ci sono dubbi sul fatto che lo spagnolo valga un tentativo. Quanto all’attacco, ho la sensazione a livello epidermico che questo sarà l’ultimo anno di Trezeguet alla Juve. Relativamente alla difesa, Bonucci è sulla bocca di tutti in questo momento e, alla luce della giovane età, esporsi avrebbe senso».
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Gianni Lovato

“Waiting for Glory”, l’iniziativa firmata Dacia e Udinese Calcio, è dedicata a tutti coloro che amano e vivono il calcio, ma anche a chi vuole semplicemente divertirsi.
Per chi ha sempre sognato di vedere la propria squadra del cuore, militante nelle serie di calcio dilettantistico, sul terreno di gioco di una squadra di serie A, è il momento di essere protagonisti.
Per giocare basta registrarsi al sito www.waitingforglory.it e, già al momento dell’iscrizione, è possibile vincere subito fantastici premi partecipando all’instant win. Ogni iscritto potrà sostenere la propria squadra e, quella che otterrà il miglior piazzamento nella classifica finale, realizzerà il sogno di sfidare l’Udinese allo stadio Friuli per un’amichevole indimenticabile.
Non preoccupatevi, quindi, se vedrete i calciatori dell’Udinese sfidare la vostra squadra.
È tutto vero!
In più, durante lo svolgimento del gioco saranno messi in palio tanti premi ed il tifoso “più meritevole” si aggiudicherà un premio speciale: un weekend a Madrid per due persone, per assistere alla finale di Champions League.
Spirito di squadra, grinta ed autenticità sono alcuni dei valori da mettere in campo per raggiungere la vittoria. Pertanto, dribblate i vostri impegni quotidiani per qualche minuto e lanciatevi verso nuovi e inimmaginabili traguardi.
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