
«Ma il pubblico di Catania si comporterà bene»
CATANIA, 9 marzo - Arriva l'Inter e il Catania si prepara a vivere una grande serata. Una sfida anticipata a venerdì sera per gli impegni dei nerazzurri in Champions League che Pietro Lo Monaco probabilmente sente in modo particolare. Tra lui e Mourinho non corre buon sangue, già in passato non sono mancati i botta e risposta e oggi, in conferenza stampa, l'amministratore delegato non si tira indietro di fronte alle domande sul tecnico portoghese che, tra l'altro, a causa della squalifica non andrà in panchina.
«Tra di noi non ci sono mai stati rapporti - ha dichiarato Lo Monaco - e io, come penso lui, non ha nessun interesse ad allacciarli. Non siamo all'asilo infantile, abbiamo i capelli bianchi sia io che lui. Io ho la mia idea sull'uomo e sul tecnico, ma quella di venerdì non sarà la partita di Mourinho contro Lo Monaco. Sarà la partita dell'Inter e del Catania e credetemi l'Inter a Catania avrà pane per i suoi denti. Mi auguro solo di avere una partita diretta in modo equo, con un responso che sia dato esclusivamente dal campo. Nel calcio enfatizziamo moltissime situazioni e momenti particolari, io non penso che l'Inter abbia bisogno della presenza dell'allenatore in campo che influenzi in modo particolare i suoi giocatori, se poi abbiamo bisogno di mitizzare un personaggio che ben venga».
Domanda scontata: «Mourinho come sarà accolto dal Catania?», risposta sincera: «Male! È un personaggio che non si attira simpatie. Ma lui ne è consapevole ed è cosciente di quello che potrebbe succedere: è uomo di spettacolo, un allenatore che ha costruito il suo successo facendo spettacolo». «Mi auguro però - continua Lo Monaco - che il pubblico di Catania si comporti bene come ha sempre fatto. Cosa succederà quando Mourinho andrà via dall'Italia? Penso che ci sarà tanto lavoro per le pompe funebri perchè ci saranno tanti suicidi di massa. In tanti sono affascinati dal personaggio, tutti cascano nella sua trappola e sono incapaci di replicare dal punto di vista tattico. Questi giorni in cui è stato in silenzio stampa, infatti, ha messo tutti un pò in difficoltà, ma a me non fa piacere sentire quello che dice e soprattutto non mi fa piacere che nessuno controbatta alle sue parole».
Per quanto riguarda la partita, invece, Lo Monaco spiega: «l'Inter non giocherà solo contro il Catania, ma anche contro tutta Catania. Non è al top? Se prendo come spunto la partita contro il Genoa posso essere d'accordo, ma contro l'Udinese ha fatto un grande primo tempo. È pur sempre una corazzata. L'Inter è l'Inter e noi l'affronteremo da Catania. Speriamo che abbiano la testa alla Champions, io credo che quella con il Chelsea sarà una gara aperta a qualsiasi risultato. Entrambe possono giocarsi tranquillamente le loro carte, mi auguro da italiano che l'Inter superi il turno». Un passo falso della capolista al Massimino infiammerebbe ancor di più un campionato già incerto. «Non c'è bisogno che il Catania riapra il discorso scudetto, perchè è già riapertissimo. Il Milan secondo me ha le qualità e le capacità per poter superare l'Inter, pur non avendo la solidità dei nerazzurri. Se il Milan dovesse uscire dalla Champions League e l'inter proseguire, guardando il calendario dell'una e dell'altra...».
Lo Monaco parla anche di Nazionale e di Mario Balotelli, finora ignorato da Lippi, ma spinto dall'opinione pubblica che lo vorrebbe vedere con la maglia azzurra in Sudafrica. «Balotelli in nazionale? Assolutamente no. È un ragazzo che ha ancora tantissimo da far vedere. L'Italia deve smetterla di mitizzare. Se ho bisogno di un giocatore che in 15 minuti mi destabilizza gli avversari punterei più su Miccoli». Spazio anche per un breve accenno al mercato:«Non ne parlo adesso - ha detto Lo Monaco - se il Catania non si dovesse salvare restano tutti in B, tutti!». In questo finale di stagione Mihajlovic dovrà rinunciare all'infortunato Llama. «Il suo infortunio - spiega Lo Monaco - è più grave del previsto. Dovrà sostenere un intervento. Dopo questa settimana andrà a Roma a Villa Stuart per essere sottoposto ad una visita specialistica dal professor Mariani e poi si deciderà sull'intervento. Il Catania perde molto perchè era un giocatore in forte crescita, ma il nostro organico ci permette di affrontare questi problemi».

Il procuratore Sandro Gedda: «La mia sensazione è che il loro principale obiettivo sia quello di trattenere il difensore. Un mese fa sembrava che ci potesse essere uno scambio di comproprietà tra le due società con il cartellino dell'attaccante»
TORINO, 9 marzo -
«Il Genoa crede in Criscito, la mia sensazione è che il loro principale obiettivo sia quello di trattenerlo». Lo ha detto l'agente del giocatore, Sandro Gedda, a Calciomercato.it. Il difensore campano è in comproprietà tra Genoa e Juventus e, nelle ultime settimane, si è parlato dell'inserimento della metà del cartellino appartenente ai bianconeri nella trattativa che potrebbe portare Leonardo Bonucci a Torino. «Circa un mese fa, si era mosso qualcosa e sembrava che ci potesse essere uno scambio di comproprietà tra le due società con il cartellino di Palladino interamente alla Juventus e quello di Criscito al Genoa», ha spiegato Gedda facendo riferimento anche a Raffaele Palladino, esterno offensivo che indossa la maglia rossoblu.
DISCORSO RIMANDATO -
«Poi - ha aggiunto il procuratore - c'è stato un rallentamento, ma l'impostazione sembrava andare in quella direzione. Di comune accordo, le due società hanno rimandato ogni discorso visto che ancora manca molto alla fine della stagione». Criscito potrebbe essere uno dei selezionati dal commissario tecnico Marcello Lippi per il Mondiale sudafricano, un pensiero costante per il 23enne di Cercola: «Siamo assolutamente soddisfatti della sua stagione fino a questo momento, anche a Milano ha disputato un'ottima gara. Anche lui è molto contento di quello che sta facendo. Se pensa al Mondiale? È un pò in ansia, ci spera molto. Il rapporto con il Ct Lippi è ottimo, così come quello con Gasperini, si trova molto bene», ha concluso Gedda.

Il presidente del Palermo: «Amauri lo riprenderei. Andrà ai Mondiali, se gli danno la palla è un grandissimo attaccante»
PALERMO, 8 marzo - «Per me Zaccheroni verrà confermato anche il prossimo anno». È questa la convinzione di Maurizio Zamparini, che vede nella Juve la rivale più pericolosa per la corsa alla Champions League. «È un grande gestore, se ha i giocatori adatti - spiega il presidente del Palermo a La politica nel pallone su GR Parlamento - Io avevo pronosticato che la Juventus avrebbe lottato per lo scudetto. Io ho scoperto Zaccheroni portandolo dal Baracca Lugo, in C2, al Venezia. Ora sta facendo un ottimo lavoro: tutti pensavano fosse bollito, invece sta dimostrando di essere un tecnico di qualità. Il suo lato 'C' è il migliore».
IL PUPILLO - Zamparini conferma la sua passione per Amauri. «Riprenderei il brasiliano, anche se sono convinto che, non appena verrà convocato in Nazionale, verrà chiamato da altri dieci club. Di sicuro c’è che il gioco della Juventus fino a questo momento non l’ha aiutato a mettere in mostra le sue doti. Certe volte sembra che i suoi compagni se lo dimentichino... Basta dargli la palla e lui diventa un grandissimo attaccante. Amauri deve fare la boa, alla Juventus invece non gli passano granché la palla, spesso deve andarsela a prendere a spasso per il campo. Secondo me andrà ai Mondiali, in Sudafrica può fare benissimo»
IL SOGNO - Il presidente del Palermo crede nella Champions League. «Continuiamo a lavorare bene e a sognare. Io non guardo dietro, il mio obiettivo è la Roma. Percentuali? Roma in Champions al 50%, Juventus al 30 e Palermo al 20».

Il ct: «A tre mesi dal Mondiale, faccio bene quel che sto facendo e una volta finito si parlerà del futuro. Vedrete, a giugno la Nazionale sarà al punto giusto. Dicono che sono presuntuoso, figuriamoci se dico sì»
ROMA, 8 marzo - «
Io non ho ancora detto che andrò via. Non ho ancora detto cosa farò dopo: a tre mesi dal Mondiale, faccio bene quel che sto facendo e una volta finito si parlerà del futuro». Marcello Lippi ribadisce di non voler pensare ora al dopo Sudafrica, e in un'intervista a SkyTg24 risponde così a una domanda sul paragone con Dunga, che ha annunciato l'addio alla panchina del Brasile dopo la Coppa del Mondo.
IL PARAGONE - Lippi ha ribadito che non si fa condizionare dalle candidature di tanti giocatori per la lista dei 23 azzurri al Mondiale: «Ho sempre lavorato così, seguo le mie convinzioni ben motivate - ha detto il ct - La decisione non l'ho ancora presa, lo farò a maggio». Agli italiani, però, chiede «fiducia in questa nazionale. Non ha senso, come ho visto fare, un paragone tra l'Italia vista la settimana scorsa a Montecarlo e quella che nel marzo 2006 battè la Germania. È un paragone ingiusto, lì c'erano tutti i titolari. Vedrete, a giugno la nazionale sarà al punto giusto». Ma, precisa Lippi, nessun credito per il Mondiale: «Io l'aureola? No, non la voglio: dicono che sono presuntuoso, figuriamoci se dico sì. Il Mondiale vinto non conta, sappiamo oramai che in Italia quel che è passato è passato...».

Questo -4 è diverso dagli altri: Catania e Palermo sono le due trasferte a cavallo del match contro il Chelsea e a San Siro, il Livorno in casa prima dell’altra trasferta a Roma. E se saranno quarti di Champions per l’Inter sarà una Pasqua di Passione
ROMA, 8 marzo - Tutto riaperto, per colpa del Mou. Lo hanno detto Branca e Moratti che contro il Genoa, quando si poteva riallungare a più 6 sul Milan e più 9 sulla Roma, è mancata l’elettricità trasmessa in campo dall’Istrione Portoghese che sarà pure poco coerente e provocatorio, ma il suo lavoro sull’Inter lo sa fare eccome. Quella serata di ordinaria follia contro la Samp ha fatto tanti, tanti danni alla squadra regina: va bene, c’è la Champions e la sfida col Chelsea molto più aperta di quella tra Milan e Manchester toglie il sonno e rivela il sogno (che per l’Inter è proseguire in Champions, più che rivincere in Italia), però quei tre turni beccati per il gesto della manette, la tensione trasmessa quel giorno e fatta mancare per la squalifica in gare soporifere come quella contro il Genoa sono un danno per l’Inter. Che a furia di 0-0 (tre negli ultimi quattro turni) sta riaprendo il campionato: perché il Milan non ha resistito, ha perso punti meritati (con rigore possibile a carico di Tagliavento…) a Roma nella sfida che doveva tener fuori una squadra dalla corsa scudetto (e invece, la claudicante Roma, con lo scontro diretto contro i nerazzurri il 28 marzo all’Olimpico, a meno 7 si deve sentire dentro al Destino). Il meno 4 di questo lunedì è diverso dagli altri meno 4: Catania e Palermo sono le due trasferte a cavallo del match contro il Chelsea e a San Siro, il Livorno in casa prima dell’altra trasferta a Roma. E se saranno quarti di Champions per l’Inter sarà una Pasqua di Passione.
La riapertura è anche quella della lotta per il terzo e quarto posto: la Roma potrà giovarsi del rientro di Toni e – prima o poi – anche di quello di Totti che mai ha giocato con l’ex gemello mondiale, ma arranca ed è affaticata. Occhio, allora, perché il Palermo è sei punti indietro (sette se pensiamo agli scontri diretti a sfavore) e ormai all’idea del quarto posto ha fatto la bocca. Ha rialzato la testa la Juve: e il prossimo turno può far sentire meno il peso dell’impegno di Europa League di giovedì (comunque difficile da digerire, come dimostra il ko contro Delio Rossi e Miccoli). C’è Juve-Siena, con l’insidia di una squadra di Malesani sfortunata ma di recente molto pericolosa fuori casa. La Samp va a Bologna e si prende molti rischi. Se vincono in casa un’altra volta iragazzi di Colomba sono (incredibilmente) quasi salvi. La Roma che si difende può mandare in crisi definitivamente il Livorno, facendo un favore insperato ai cugini laziali. Perché Catania e Udinese sono ancora dentro la battaglia, ma la squadra che lancia solo segnali negativi di questi tempi è la Lazio: tra crisi di nervi e polemiche intestine, i laziali sembrano vivere l’annus horribilis. E così anche Atalanta, Siena e lo stesso Livorno (che ha lo scontro diretto in casa e si trova a meno 3) possono sperare ancora in una rimonta.Alvaro Moretti
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