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11

Mar
2010
Inserito da  nat99 , nelle categorie Notizie calcio

I tifosi biancocelesti si stringono attorno alla squadra di Reja

ROMA, 11 marzo - I tifosi della Lazio si stringono finalmente intorno alla squadra e per la sfida delicata contro il Bari sono pronti ad occupare in massa gli spalti dello stadio Olimpico, nella speranza di esorcizzare insieme alla squadra e al tecnico la paura della serie B. Una vera e propria tregua con la tanto contestata società, che ha già portato alla vendita di oltre 12 mila tagliandi. Da qui a domenica cresceranno ancora e si andranno a sommare ai 27 mila abbonati già certi di un posto. Ad oggi, dunque, sono 38.000 gli spettatori che certamente assisteranno all'incontro con i pugliesi: l'obiettivo 50 mila si avvicina.

ZARATE IN CURVA NORD? - E in curva Nord dovrebbe accomodarsi un tifoso particolare: Mauro Zarate. Invitato subito dopo l'annuncio della squalifica di due giornate, l'attaccante argentino è orientato ad accettare l'offerta dei tifosi e anche la società sembra non avere niente in contrario. La curva Nord vuole consolare Zarate e aiutarlo a ritrovarsi, facendogli sentire l'affetto del tifo biancoceleste. In caso di divieto imposto dal club (che non dovrebbe arrivare, ndr.), l'argentino si accomoderà in Monte Mario. Intanto il tecnico, Edy Reja, per la sfida contro il Bari sta pensando ad un'altra rivoluzione, sempre con i tre difensori (ma con Dias e Biava titolari al fianco di Radu), ma con soli due attaccanti: quel 3-5-2 che tanto bene ha portato al debutto contro il Parma.

6-0 ALLO ZAGAROLO - Il modulo è stato provato oggi nell'amichevole a Formello contro lo Zagarolo (club d'Eccellenza) davanti ad oltre 500 spettatori, contro il quale Edy Reja ha testato condizione e assetto tattico della squadra. Confermate dunque le prove di ieri: il tecnico friulano ha rotto gli indugi, va avanti con la formula a tre difensori, già riproposta nell'ultimo turno di campionato a Genova. Vista la squalifica di Zarate, però, contro i pugliesi non si potrà cadere nella 'suggestione tridentè, e saranno i soli Floccari e Rocchi a guidare l'attacco. Alle loro spalle cinque centrocampisti: il recuperato Lichtsteiner e Kolarov agiranno sulle corsie esterne, Ledesma sarà il perno centrale, Brocchi si muoverà alla sua destra, mentre Matuzalem conserva un buon margine di vantaggio su Mauri per il ruolo di mezz'ala sinistra. Nel test odierno (6-0 il risultato finale per la Lazio con doppietta di Zarate, e gol di Kolarov, Cruz, Stendardo e Firmani), il tecnico di Gorizia ha dovuto fare a meno di Muslera, ma stando a quanto riferito dalla società, non c'è nessun allarme per l'estremo difensore sudamericano, rimasto a riposo a scopo precauzionale dopo aver accusato sintomi influenzali. I dubbi maggiori in vista di domenica sembrano concentrarsi in particolar modo in difesa, dove l'unico veramente certo di una maglia da titolare è il romeno Radu. Per il ruolo di centrale, Dias sembra in vantaggio su Stendardo, mentre sul centro-destra Biava dovrebbe essere preferito a Siviglia. Il brasiliano e l'ex genoano, oggi sono stati schierati dal primo minuto, le loro quotazioni sembrano in crescita, ma non si può escludere che alla fine venga confermato il trio sceso in campo contro Pazzini e compagni.

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09

Mar
2010
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L’ex dg del Napoli: «Il presidente vuole convincere la Samp»

NAPOLI, 9 marzo - Pierpaolo Marino non è più direttore generale del Napoli da parecchio. Ma, data la sua frequentazione di anni con il presidente Aurelio De Laurentiis e data la sua conoscenza della realtà del club, quando parla del mercato dei partenopei l’ex dirigente azzurro è uno da ascoltare con attenzione. E oggi, dai microfoni di Radio Kiss Kiss, Marino ha lanciato una vera e propria “bomba”: il Napoli insegue Pazzini e Palombo e per convincere la Samp a cedere i due giocatori è pronto a dare in cambio Mannini, Denis e un conguaglio economico.

LA TRATTATIVA - «Questa trattativa è più di un sussurro - dice Marino -. De Laurentiis e Marotta ne hanno già parlato. Alla Sampdoria interesserà riscattare Mannini e in questa trattativa potrebbe entrare anche Denis, che ai blucerchiati piace molto. Il conguaglio per avere Palombo e Pazzini sarà robusto, ma il Napoli ha ancora grossi margini operativi di mercato senza ricorrere a un intervento diretto del proprio azionista di maggioranza».

CONSIGLI - Da esperto del settore, Marino dà poi alcuni consigli alla società che per tanti anni l’ha avuto come dirigente: «Sulla carta le campagne acquisti basate su grandi investimenti sono sempre giudicate con benevolenza - afferma - ma è il campo alla fine a dare il verdetto finale. Se dovessero arrivare Palombo e Pazzini, comunque, bisognerebbe ridisegnare il modulo. Se il Napoli vuole davvero entrare in una politica stabile da Champions League bisognerà avere dei ricambi all’altezza come li hanno le altre squadre. Poi toccherà a Mazzarri utilizzare di volta in volta, a seconda dello stato di forma e degli impegni, la rosa che gli sarà messa a disposizione. Juventus, Roma e Sampdoria, ad esempio, hanno nomi eccellenti anche in panchina, dunque il Napoli, per ambire alla Champions, non può non avere due giocatori forti per ogni ruolo, non una rosa di tredici giocatori e basta. Un giocatore come Datolo, decisivo a Torino contro la Juve, avrebbe potuto essere utilissimo in questa fase del campionato».

LA SMENTITA - «Cruz al Napoli? L’ho scartato quest’estate - puntualizza Marino - non sarebbe venuto con entusiasmo perché la famiglia ha fatto capire chiaramente che avrebbe preferito Roma. Avevamo trattato anche Pandev e Rocchi. Non dimentichiamo comunque che avevamo un grosso punto interrogativo come Lavezzi, che era in rotta con De Laurentiis, dunque avevamo preso Di Natale e Quagliarella. Immaginiamo cosa sarebbe successo se avessimo comprato anche Di Natale, che non arrivò al Napoli solo per problemi personali».

ROSA DA AMPLIARE - «Il Napoli - prosegue l’ex dg azzurro - comunque già è da Champions League, gli stessi opinionisti che fino a una settimana fa dicevano che era da quarto posto, ora si rimangiano tutto, dimenticandosi il valore di questa squadra che sia l’anno scorso che quest’anno ha totalizzato 33 punti nel girone d’andata. L’handicap del Napoli è ancora una volta quello di avere un ventaglio di scelte limitate, ridottosi ancora di più a gennaio. Il Napoli non deve fare sacrifici, deve gestire le competitività dei ruoli, il Napoli deve cambiare modulo anche in corso di partite. Poi se vuoi partecipare all’Europa non si può prescindere da una rosa di almeno 22-23 giocati in competizione».

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09

Mar
2010
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I colpi per tornare al vertice: cinque esperti consigliano la dirigenza bianconera. Pasqualin: «Serve un grande uomo d'ordine». Serena: «Prenderei pure Pazzini». Damiani: «Dzeko sarebbe un grande investimento». Bagni: «James Rodriguez è davvero bravo, vale la Juve». Gregucci: «Punterei su Walcott dell'Arsenal»

TORINO, 9 marzo - La Juve è tor­nata in linea di galleg­giamento. Sensazione po­sitiva, ma che non deve rivelarsi fuorviante. Le ragioni che hanno porta­to all’esonero di Ciro Ferrara sono note, a par­tire dalle responsabilità del diretto interessato, ma non cogliere i segnali di usura di una rosa for­se troppo sopravvalutata a inizio stagione (anche da chi scrive) sarebbe pericoloso. Ragioni anagra­fiche e tecniche consiglia­no un intervento ad am­pio raggio. Il budget a di­sposizione della struttu­ra tecnica sarà importan­te e in attesa delle indicazioni del prossimo allenatore ( Cesare Pran­delli resta il favorito) è interessante ascolare quelle di chi ha per pro­fessione, voce in capitolo. Cinque esperti che a va­rio titolo il mondo del calcio lo frequentano da sempre. Tutti competen­ti, eppure divisi nell’ana­lisi sulle necessità della Juve. A dimostrazione che il calcio davvero non è una scienza esatta.

ALDO SERENA
«La Juve per definizione deve puntare ogni anno al titolo. Riuscirci, poi, è un’altra storia, ma la di­rigenza in questi anni ha investito molto e la base si presenta buona. A mio avviso quello che real­mente in rosa è un cen­trocampista di qualità, in grado di accelerare la manovra. Un giocatore alla Pirlo, Pizarro, D’Ago­stino. Io lo inserirei al posto di Melo, che anche in prospettiva mi sembra meno importante di Sis­soko e Marchisio. Il tori­nese in particolare mi piace molto, ma quando può agire più vicino al cuore del gioco. Ultima­mente l’ho visto anche defilato verso la fascia e lì mi convince meno. In attacco invece le valuta­zioni devono essere d’or­dine anagrafico. Pazzini ha la capacità di giocare faccia a la porta che ad esempio manca a Gilardi­no, mentre il viola eccel­lente quando si trova spalle all’area. Punterei sul blucerchiato, anche in funzione dell’età».

CLAUDIO PASQUALIN
«Direi che un regista di ruolo è assolutamente necessario, mi riferisco a un vero metronomo del centrocampo. Per inten­derci, più un Pizarro che un Pirlo. Anche se ulti­mamente viene impiega­to in posizione più avan­zata, l’identikit corri­sponde a Cesc Fabregas. Giovane, ma già esperto. Certo acquistarlo non sa­rebbe semplice, ma non ci sono dubbi sul fatto che lo spagnolo valga un tentativo. Quanto all’at­tacco, ho la sensazione a livello epidermico che questo sarà l’ultimo anno di Trezeguet alla Juve. Relativamente alla dife­sa, Bonucci è sulla bocca di tutti in questo mo­mento e, alla luce della giovane età, esporsi avrebbe senso».

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Gianni Lovato

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07

Mar
2010
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TORINO, 7 marzo - La Juve perde subito il quarto posto. Come era prevedibile, il Palermo batte in casa il Livorno grazie a un gol di Miccoli nel finale di partita e porta i rosanero a +2 sui bianconeri. Che, adesso, devono guardarsi anche dalla concorrenza della Sampdoria, che battendo 2-1 in rimonta la Lazio (apre Floccari, poi Guberti e Pazzini) vanno a -1 dalla squadra di Zaccheroni. Considerando che da oggi potranno contare anche sul recuperato Cassano (entrato a metà ripresa), i blucerchiati fanno davvero paura.

Brutto colpo, invece, per il Napoli che cade a Bologna. Succede tutto nel primo quarto d’ora: apre l’ex Zalayeta al 7’, al 12’ arriva il raddoppio di Adailton, al 14’ Rinaudo accorcia le distanze. I partenopei ci provano fino alla fine, ma il pareggio non arriva. Colomba e il suo Bologna, intanto, zitti zitti si stanno portando sempre più lontani dalla zona retrocessione. La salvezza non è raggiunta, ma quasi.

Giornata favorevole al Bari, che torna alla vittoria dopo quattro ko di fila: 1-0 sul Chievo con gol di Castillo (e c’è anche un errore dal dischetto di Donati nel finale). In coda, da segnalare l'1-1 tra Siena e Parma: apre Biabiany, Vergassola pareggia nel secondo tempo. Colpo grosso sfiorato dal Catania a Cagliari: avanti 2-1 (Lazzari per i rossoblù, poi Mascara e Lopez ribaltano il risultato) e con un uomo in più, i rossazzurri si fanno riprendere da Cossu. Sempre in zona salvezza, a Bergamo è 0-0 tra Atalanta e Udinese: risultato che fa comodo soprattutto ai friulani. Stasera il posticipo Inter-Genoa, con i nerazzurri che, in caso di vittoria si porterebbero a +6 sul Milan e a +9 sulla Roma.

SERIE A, 27ª GIORNATA: CRONACHE, TABELLINI E STATISTICHE

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07

Mar
2010
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