
Castagnini ha osservato il gioiello colombiano nella gara tra Banfield e Colon. Ieri si è chiusa la missione argentina, adesso lo 007 juventino si trasferirà in Uruguay
TORINO, 7 marzo - La missione argentina di Renzo Castagnini si è chiusa ieri sera con Lanus-Estudiantes. Il capo degli osservatori juventini, che oggi dovrebbe trasferirsi in Uruguay, porterà con se una lista di nomi, alcuni che hanno convinto e alcuni meno. La pista più calda, nonostante la concorrenza, resta quella di James Rodriguez, gioiellino colombiano del Banfield. Castagnini ha visto dal vivo il giocatore giovedì sera, nella vittoria (3-1) del Banfield sul Colon. Rodriguez, seconda punta tecnica o esterno d’attacco, ha giocato novanta minuti, si è mosso, ha ispirato diverse azioni offensive. Nel tabellino dei marcatori, però, non è entrato: ai gol hanno pensato Ramirez ( doppietta) e Garcia. Dettagli. Il campo ha confermato il talento di Rodriguez e giustificato le tante segnalazioni sul suo conto. Il ragazzo ha 18 anni, ma i colpi sono quelli dei giocatore importante.
MOVIMENTI - La corsa per Rodriguez, infatti, è abbastanza agguerrita. Sul giocatore si sono mossi con una certa decisione Udinese e Genoa. Pozzo e Preziosi hanno presentato delle vere e proprie offerte, non dei semplici sondaggi. Lo scatto finale però non c’è ancora stato. La partita resta aperta e la Juventus si prepara a giocarla. Ieri sera è arrivato in Argentina anche Bruno Carpeggiani, procuratore del giocatore. L’agente italiano ha avuto un breve contatto con Castagnini. I discorsi verranno approfonditi prossimamente. Stando ai ben informati, infatti, il futuro di Rodriguez non dovrebbe essere questione di due o tre giorni. La valutazione del giocatore si aggira sui 5 milioni di euro. Sempre che nuovi inserimenti non inneschino un’asta. Non c’è tempo da perdere, insomma.
LINEA VERDE - Perché Rodriguez? L’eventuale acquisto del gioiellino colombiano si inserirebbe nella politica di ringiovanimento dettata dai vertici di corso Galileo Ferraris. D’altronde, il più giovane del reparto offensivo della Juventus è Amauri, 30 anni a giugno. Ecco, mettere le mani su Rodriguez significherebbe scommettere ( a costi contenuti) su un potenziale campione. Ovviamente il colombiano sarebbe un di più, non un diretto sostituto di uno degli attuali attaccanti in rosa.
NUOVO CRESPO - Non solo Rodriguez. La missione argentina ha permesso a Castagni di monitorare da vicino un buon numero di giocatori interessanti. Gli ultimi rumours danno in rialzo le quotazioni di Rogelio Gabriel Funes Mori, attaccante del River Plate da molti etichettato come un potenziale erede di Crespo. In ribasso, invece, Papa: non convince dal punto di vista fisico. Stazionario Ottamendi , nonostante l’ultima prova sottotono con la nazionale di Diego Armando Maradona.
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Il patron dell'Udinese: «Ogni settimana c'è la caccia all'uomo»
ROMA, 22 febbraio - La tecnologia per aiutare gli arbitri a correggersi in alcuni casi spinosi (come quelli del 'gol-non gol', anche noto come 'gol fantasma' e del fuorigioco) esiste già e venne approvato dalla Figc nel 2006 (presidente Franco Carraro). Poi il progetto venne 'congelato' ed infine sostituito dall'introduzione degli arbitri di linea, che si stanno sperimentando in Europa League. L'ha messa a punto la Freud, azienda del presidente dell'Udinese Gianpaolo Pozzo, ospite di 'Radio anch'io sport'. Si tratta di un impianto con telecamere ad altissima velocità, «funzionante, che avrebbe bisogno solo di essere testato, magari con qualche amichevole ed alla presenza delle massime autorità del calcio». Dunque non in fase sperimentale: «È ormai realizzato. È stato brevettato dal Cnr, brevetti poi ceduti alla Federcalcio italiana, come pure tutto il sistema delle apparecchiature. Però deve essere collaudato. Per quel che abbiamo visto, risolve i problemi».
IL MISTERO - E, secondo Pozzo, ha tutti i crismi per superare la chiusura del presidente della Fifa Joseph Blatter, che non vuol sentir parlare di moviola in campo: «Non è una moviola sulla quale scatenare discussioni da bar. È un sistema che cattura le immagini, le elabora con un computer speciale ed invia un segnale all'arbitro. Due situazioni, gol-non gol e fuorigioco, le segnala in automatico. Inoltre registra tutto ed il quarto uomo ha a disposizione un monitor che gli ripropone l'azione dubbia con qualche secondo di ritardo ed una qualità molto nitida. Le telecamere sono capaci di 150 fotogrammi al secondo ed ogni centimetro quadrato del campo e sotto il loro occhio». Questo senza intaccare l'autorità all'arbitro: «L'ultima parola spetta sempre a lui». Ma perché dopo la luce verde, di tecnologia applicata al pallone non s'è più parlato? «Per me è un mistero - ha risposto Pozzo - Blatter aveva autorizzato la sperimentazione. Ed Abete, allora vice presidente della Figc, ne aveva promosso lo sviluppo con entusiasmo. Poi non se ne è fatto più nulla. Ci saranno state indicazioni da parte di Blatter».
CACCIA ALL'UOMO - Intanto, il 6 marzo, l'International Board si occuperà di tecnologia in aiuto degli arbitri, ma solo per quel che riguarda i 'gol fantasma'. Uno degli appunti che vengono mossi è quello economico. Pozzo ha risposto così: «Applicata a livello mondiale la produzione in serie di questo impianto abbatterebbe i costi. Ora parliamo di circa 150 mila euro per attrezzare un campo, non una cosa esagerata. Ma soprattutto, visto che lo sforzo intellettuale e tecnologico è stato completato, varrebbe la pena di stabilire una volta per sempre, con la sperimentazione, se è una strada percorribile. Certamente come siamo messi ora non va bene, non si può ogni settimana proseguire con la caccia all'uomo contro gli arbitri».

Il tecnico De Biasi: «L'arbitro è stato bravissimo»
UDINE, 7 febbraio - Gianpaolo Pozzo, patron dell'Udinese, ha affidato al sito ufficiale della società i suoi commenti sulla gara contro il Napoli per sottolineare che «l'espulsione di Maggio è stata giusta. Isla non l'ha toccato - ha spiegato Pozzo - e quindi respingo con sdegno insinuazioni di aiuti arbitrali a nostro favore». «Mi complimento con la squadra per la vittoria contro una squadra molto forte e in un gran momento psico-fisico - ha detto Pozzo -. Abbiamo ottenuto una vittoria importante, avevamo bisogno di questi punti per ricreare tranquillità ed entusiasmo. Anche in passato avevamo meritato i tre punti, che poi non erano arrivati. Questo è un successo che ci dà slancio, ci fornisce la carica necessaria per i prossimi impegni. Si è visto che la squadra nel secondo tempo era preoccupata: sapeva quanto fossero importanti i tre punti e per questo era molto contratta». «A questo punto mi auguro che il 3-1 sul Napoli ci dia la linfa necessaria per sbloccarci e rimontare posizioni in classifica, arrivando a occupare i posti consoni alle nostre potenzialità - ha aggiunto il patron -. L'oggi, però, reca anche una macchia. Non capisco certe dichiarazioni da parte di alcuni commentatori che tendono a orientare un episodio come l'esplusione di Maggio. Dico orientare nel senso di distorcere i fatti: l'arbitro era lì a pochi metri - ha detto Pozzo - quindi ha avuto modo di valutare bene la situazione. Eppoi, negli spogliatoi ho parlato direttamente con Isla: il ragazzo, che è di una sincerità assoluta, mi ha garantito di non averlo toccato. Giustissimo quindi il secondo cartellino giallo e la conseguente espulsione. Per tutta questa serie di motivi respingo con sdegno interpretazioni di questo tipo». «Non riesco proprio a capire perchè qualcuno insinui aiuti a nostro favore, che la partita ha dimostrato non esserci. È molto più corretto sottolineare la prova della squadra, che voleva i tre punti e li ha ottenuti, credendoci fino in fondo. Con un atteggiamento del genere - ha concluso Pozzo - sono ottimista per il futuro».
DE BIASI - «Era ora che girasse - ha detto De Biasi -. Nel primo tempo in 11 contro 11 la mia squadra mi è piaciuta di più. Nella ripresa non siamo stati capaci di sfruttare l'uomo in più. Di questi tempi le cose vanno così - ha aggiunto De Biasi - la fortuna non ci aiuta. La partita di giovedì ha influito nella ripresa. Questa squadra ha le giocate di qualità nel suo Dna. A Parma e a Catania meritavamo di più e invece abbiamo perso punti importanti». Poi il discorso è andato alla gara contro il Milan. «Dobbiamo cercare di prepararci bene - ha detto De Biasi - anche se siamo reduci da un periodo intenso. La forza di volontà fa la differenza. L'Udinese ha cercato tutto fino alla fine e quello che non è riuscita a fare prima l'ha fatto nel finale. Totò ha fatto due gol splendidi. Valgono tantissimo in tutti i sensi. Ci danno una classifica migliore con una partita da recuperare. Ora tutti dobbiamo mettere qualche cosa in più». Quindi un commento sull'arbitraggio. De Biasi è stato lapidario. «Per me - ha detto - è stato bravissimo». Infine un commento sul neo acquisto Geijco. «Ha solo bisogno di tempo e di ambientarsi - ha detto De Biasi -. Ha determinazione e volontà. È un buon giocatore che può servire alla causa dell'Udinese».

Il tecnico del Napoli: «Contro l'Udinese ai miei giocatori chiedo il 130%»
NAPOLI, 6 febbraio - Walter Mazzarri risponde per le rime al patron dell'Udinese, Pozzo, che lo aveva accusato ieri di lamentarsi con gli arbitri: «Io non piango mai, e non mi piace che si usi questo termine».
CONTRO POZZO - Il tecnico non ci sta: «Martedì ho fatto un discorso a freddo, di ampio raggio. Ho raccontato come alleno i giocatori e cosa penso dei falli di mano in area: quando le braccia non sono aderenti al corpo fischierei sempre il rigore. Ho detto che bisogna aiutare gli arbitri a entrare in campo sereni e ad applicare il regolamento. È da almeno un anno che non parlo dei fischetti singolarmente. Tra l'altro non ho mai parlato di complotto, non ci credo. Altrimenti non riuscirei ad allenare ancora».
«CHIEDO IL 130 %» - Si passa al campo. I friulani sono un avversario ostico: «Non mi piace parlare di partita fondamentale, mancano tante giornate alla fine. Dobbiamo continuare a pensare che sia un'altra finale. Ai miei giocatori chiedo il 130% perchè non basterà più il 110% per continuare con questi risultati».
DOSSENA IN RAMPA DI LANCIO - Dossena è pronto: «È un giocatore che fa entrambe le fasi, sia quella difensiva che quella offensiva. Mi aspetto una partita pari al suo valore». Quagliarella sta bene: «Ha avuto un problemino, ma è tutto passato. Solo Hoffer non è in condizione».

'Accusano gli arbitri, ma di cosa? Meglio stare zitti'
(ANSA) - UDINE, 5 FEB - Giampaolo Pozzo non ci sta. Reagisce alle accuse del Napoli, per presunti torti arbitrali che avrebbe subito, e dell'Inter. 'Sento sempre piu' insistentemente parlare di gravi errori arbitrali - dice il patron dei friulani - se non di complotti o cose del genere da Napoli e Inter. In base alla classifica depurata dagli errori arbitrali di Virtual Class noi dovremmo avere 9 punti in piu'. Eppure ce ne stiamo zitti, senza piangere e senza accusare. Stiamo zitti che e' meglio'.
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