
I proprietari dei Red Devils respingono le proteste dei tifosi
CHICAGO, 10 marzo - Poco prima che i Red Devils entrassero in campo all'Old Trafford per affrontare il Milan nella partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, la famiglia Glazer, proprietaria del club, ha smentito che il Manchester United sia in vendita. Sembrano così andare deluse le speranze dei tifosi che anche stasera hanno protestato allo stadio contro la famiglia americana, chiedendo un cambiamento nell'assetto proprietario. «Il Manchester United non è in vendita», ha detto oggi alla Reuters il portavoce dei Glazers. Banchieri e analisti concordano sul fatto che la famiglia non ha bisogno nè interesse a vendere una delle società sportive più celebri e pregiate del mondo, nonostante la situazione finanziaria non confortante. A loro avviso, i tifosi e un gruppo di investitori che si definiscono 'Red Knights' (cavalieri rossi) e si propongono di rilevare il Manchester United dimenticano che, malgrado il debito di 716,5 milioni di sterline (circa 900 milioni di euro) che pesa sul club, i Glazer non hanno necessità di vendere. «È un gruppo di tifosi», ha detto un banchiere Usa dei Red Knights, tra i quali figura Keith Harris, ex presidente della Federcalcio inglese. «Non si può fare un'Opa ostile per un'impresa privata, dunque di cosa parlano? Perchè i Glazer dovrebbero vendere?», ha aggiunto il banchiere - che ha chiesto di restare anonimo - definendo l'idea 'fantasyland'.
I Glazer, che possiedono anche i Tampa Bay Buccaneers, della National Football League Usa, hanno acquistato il Manchester United nel 2005 per circa 790 milioni di sterline. I Red Knights hanno annunciato di recente l'intenzione di presentare un'offerta per il club, valutato l'anno scorso dalla rivista specializzata Forbes 1,87 miliardi di dollari. Secondo il Times, il gruppo di investitori sarebbe pronto a offrire 1,5 miliardi di sterline. «Non c'è niente che li costringa a vendere, sono investitori a lungo termine», ha detto dei Glazer Robert Tillis, amministratore delegato di Inner Circle Sports. «La loro storia è compra e tieni. Ora potrebbe essere compra, rifinanzia e tieni, e poi pensa a rifinanziare ancora. Ma (i Glazer) conservano i loro beni», ha commentato Marc Ganis, presidente della ditta di consulting Sportcorp Ltd. «Mi aspetto che terranno il Manchester United non solo per il futuro prevedibile ma forse anche con la prossima generazione dei membri della famiglia», ha aggiunto.

Il presidente Bouteflika gli avrebbe chiesto di guidare la nazionale
PARIGI, 10 marzo - Il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, sarebbe tornato ad insistere con Zinedine Zidane per convincerlo ad accettare il posto di ct dell'Algeria o, almeno, di entrare nello staff tecnico della nazionale: lo scrive oggi il quotidiano regionale Sud-Ouest France. Già in passato Bouteflika aveva proposto all'ex leader della nazionale francese, di origini algerine, di prendere le redini della nazionale dopo i mondiali 2010. Mercoledì scorso, in occasione dell'incontro ad Algeri fra le famiglie di Bouteflika e Zidane, il capo dello stato - secondo una fonte della presidenza algerina - avrebbe rilanciato la proposta. E Zidane avrebbe chiesto tempo per dare una risposta. Il contratto dell'attuale tecnico degli algerini, Rabaj Saadane, scade dopo i mondiali in Sudafrica, ai quali l'Algeria parteciperà dopo un'assenza di 24 anni dalla coppa del mondo.

Non ci sono precedenti con la Juve, ma ha diretto la gara Italia-Bulgaria all'Olimpico di Torino lo scorso settembre, finita 2-0 per gli azzurri con i gol di Grosso e Iaquinta.
TORINO, 10 marzo - Sarà il tedesco Florian Meyer, l'arbitro della sfida di Europa League tra Juventus e Fulham in programma domani sera all'Olimpico di Torino. Non ci sono precedenti con la Juve, ma ha già diretto Roma, Fiorentina e Milan, nella recente sfida di Champions contro lo Zurigo. Lo scorso settembre ha arbitrato la gara Italia-Bulgaria all'Olimpico di Torino, vinta 2-0 dagli azzurri grazie ai gol di Grosso e Iaquinta. Gli assistenti saranno Sonke Glindemann e Holger Henschel. Il quarto uomo Knut Kircher e dagli assistenti d’area Babak Rafati e Peter Gagelmann

«Le parole di Elkann? Uno stimolo a migliorare. I miei obiettivi per ora sono solo quelli di fare bene in Europa League e in campionato. Speriamo di avere meno infortuni e di poter recuperare i giocatori»
TORINO, 10 marzo - «Le parole di John Elkann? Vengono da un dirigente importante, e ci danno uno stimolo in più per progredire. Sul futuro, invece, io non ne parlo, perché non rientra negli obiettivi attuali. Il mio obiettivo ora è solamente il Fulham e spero di poter guardare ogni tre giorni all'obiettivo successivo fino alla fine della stagione». Nella mente di Alberto Zaccheroni c'è solo il Fulham, prossimo avversario di Europa League. Il tecnico della Juventus non vuole pensare al proprio futuro sulla panchina bianconera, nonostante le parole di stima arrivate ieri da parte di John Elkann.
GLI OBIETTIVI - Lavoro e niente distrazioni per il tecnico romagnolo, che vuole spingere al massimo per arrivare in fondo all'Europa League e conquistare la qualificazione alla prossima Champions League. L'importante, però, è poter contare sulla rosa al completo, o almeno superare il problema infortuni che tanto ha inciso sulla stagione della Juve. «Io spero che ci sia un miglioramento nella squadra -dice Zaccheroni in conferenza stampa-, ma spesso siamo penalizzati da questi infortuni quindi non posso pretendere sempre il massimo. L'obiettivo, però, è portare ogni giocatore al top della condizione. Se continueranno gli acciacchi, però, diventa complicato raggiungere la giusta brillantezza. Ad ogni modo ritengo che in questo mese la crescita ci sia stata».
LA FORMAZIONE - Nessuna indicazione riguardo alla formazione anti-Fulham, anche se Zaccheroni lascia capire di aver recuperato Poulsen e Camoranesi, mentre restano in dubbio Marchisio e Caceres: «Parlare di formazione prima dell'allenamento è complicato. Marchisio? Lo vedrò nel pomeriggio, e devo verificare la sua condizione. Vedrò come sta e se sarà in grado di fare l'allenamento. Sissoko? Dovrebbe essere disponibile, così come gli altri centrocampisti, tranne Melo squalificato. Poulsen? Non ha mai fatto una partita intera, ma è un giocatore esperto che si sa gestire e se sarà schierato saprà gestire le energie per i 90'. Stesso discorso vale per Camoranesi». «Il turn-over? -prosegue- Sinceramente sono abituato ad aspettare la mattina della partita, perché quando ho provato a prendere decisioni prima i fatti mi hanno sempre costretto a modificare. Tanto vale aspettare domani mattina. Caceres? E' quello più in dubbio. Deve convivere con questo dolore che però non è importante. Non voglio forzare nessuno. Diego a riposo? E' nei programmi dargli un turno di riposo, ma devo valutare al momento. Adesso mi sembra che il suo serbatoio di energie nervose sia a buon punto, e abbia fatto un buon rifornimento». «Io devo pensare di poter contare su tutto l'organico, e questa settimana abbiamo recuperato diversi giocatori -spiega ancora Zaccheroni-. La coppa per noi non è un lusso, ma l'importante è non ritrovarsi a mettere in campo gli stessi giocatori per tre partite consecutive. Con trequarti dell'organico a disposizione possiamo essere competitivi sui due fronti».
OCCHIO AL FULHAM -
Idee chiare poi, sull'avversario: «Rispettiamo molto il Fulham che si è fatto valere in coppa e in campionato. E' una squadra tosta, capace di sfruttare tutte le occasioni che capitano nell'arco dei 90 minuti. Sono molto compatti e giocano tutti in funzione della squadra. Sanno difendersi molto bene. Hodgson? Molto equilibrato, la sua squadra è sempre molto solida e ordinata. Contro di lui non devi mai abbassare la guardia. Poi dobbiamo ragionare sui 180 minuti».
ITALIANE COMPETITIVE - In conclusione, Zaccheroni commenta la situazione delle italiane in Europa dopo l'eliminazione della Fiorentina da parte del Bayern Monaco: «In Champions rischiamo di perdere qualche posizione, ma a livello qualitativo non abbiamo nulla da invidiare alle squadre straniere. A livello di gioco proponiamo sempre più dei tedeschi. Gli inglesi stanno attraversando un momento di crisi economica, resta la Spagna che a me piace molto a livello tattico. Ma il nostro campionato resta il più difficile del mondo».

Blitz a sorpresa del presidente al centro Sisport. Oggi incontra Tesoro
TORINO, 10 marzo - Senza saperlo, tuttavia condividendo le medesime emozioni, il proprietario del Torino e il presidente della Pro Patria hanno vissuto la vigilia dell’odierno appuntamento che li attende allo stesso modo: incitando e allo stesso tempo rassicurando i loro allenatori e i loro giocatori. Era primissimo pomeriggio quando Urbano Cairo a Torino varcava i cancelli della Sisport ora inibiti all’accesso dei giornalisti e dei tifosi. Non sarebbe stato comunque un blitz segreto: né peraltro potrebbe esserlo quando il Numero Uno antepone la sua passione per il calcio all’attenzione per le sue aziende a Milano. Contemporaneamente Antonio Tesoro raggiungeva il centro sportivo di Busto Arsizio, accanto allo stadio cittadino, dove poi sarebbe restato sin dopo le 19.
IL DONO - Cairo è sceso negli spogliatoi, dopo essere stato accolto dal direttore sportivo Gianluca Petrachi e dal team manager Giacomo Ferri, e prim’ancora di scambiare qualche riflessione con l’allenatore Stefano Colantuono - lo avrebbe poi fatto dopo la seconda seduta in programma ieri, all’imbrunire - ha raggiunto i giocatori, ai quali peraltro era già stato chiesto dopo l’allenamento mattutino di arrivare per la ripresa dei lavori un po’ prima del canonico orario. Lì per lì i granata hanno pensato che il tecnico volesse spendere quel ritaglio di tempo per una riunione tecnica, in vista della partita di sabato ad Ancona. Soltanto più tardi avrebbero invece compreso come quel momento era dedicato alla visita del presidente. Non chiamatela, però, sorpresa. Quest’emozione, semmai, li avrebbe colti nel momento in cui il presidente ha consegnato a ciascuno di loro un suo pensierino. Un bel gesto, una dimostrazione d’attenzione e di sensibilità: così è stato metabolizzato dalla squadra, se a Cairo può far piacere saperlo.
LOW PROFILE - In genere il presidente si concede senza parsimonia, allorché si trova in mezzo ai suoi giocatori. Ieri invece ha mantenuto il profilo basso che sta ormai osservando da alcuni mesi: poche parole, però incisive e mirate. Cairo ha infatti cercato qua e là gli interlocutori cui dedicare le sue attenzioni: sempre in forma individuale, così da far sentire unico e importante il giocatore prescelto. Anche l’ultima delle riserve, e questo perché Cairo crede ciecamente nella forza del gruppo, dove anche chi riveste il ruolo più marginale può risultare determinante per raggiungere l’obiettivo generale. Ai granata maggiormente rappresentativi, a coloro ai quali in un certo senso spetta la responsabilità maggiore - e non solo per censo - il presidente ha poi tributato il suo accorato convincimento: «Io credo ancora nella promozione, credeteci anche voi. Che sia diretta o attraverso i playoff non fa differenza e comunque non pensiamoci ora. Complimenti per la vittoria di sabato scorso contro il Frosinone, ora forza e coraggio: siate brillanti anche ad Ancona. State tranquilli, e avanti così».
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Stefano Lanzo
Piero Venera
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