
Blitz a sorpresa del presidente al centro Sisport. Oggi incontra Tesoro
TORINO, 10 marzo - Senza saperlo, tuttavia condividendo le medesime emozioni, il proprietario del Torino e il presidente della Pro Patria hanno vissuto la vigilia dell’odierno appuntamento che li attende allo stesso modo: incitando e allo stesso tempo rassicurando i loro allenatori e i loro giocatori. Era primissimo pomeriggio quando Urbano Cairo a Torino varcava i cancelli della Sisport ora inibiti all’accesso dei giornalisti e dei tifosi. Non sarebbe stato comunque un blitz segreto: né peraltro potrebbe esserlo quando il Numero Uno antepone la sua passione per il calcio all’attenzione per le sue aziende a Milano. Contemporaneamente Antonio Tesoro raggiungeva il centro sportivo di Busto Arsizio, accanto allo stadio cittadino, dove poi sarebbe restato sin dopo le 19.
IL DONO - Cairo è sceso negli spogliatoi, dopo essere stato accolto dal direttore sportivo Gianluca Petrachi e dal team manager Giacomo Ferri, e prim’ancora di scambiare qualche riflessione con l’allenatore Stefano Colantuono - lo avrebbe poi fatto dopo la seconda seduta in programma ieri, all’imbrunire - ha raggiunto i giocatori, ai quali peraltro era già stato chiesto dopo l’allenamento mattutino di arrivare per la ripresa dei lavori un po’ prima del canonico orario. Lì per lì i granata hanno pensato che il tecnico volesse spendere quel ritaglio di tempo per una riunione tecnica, in vista della partita di sabato ad Ancona. Soltanto più tardi avrebbero invece compreso come quel momento era dedicato alla visita del presidente. Non chiamatela, però, sorpresa. Quest’emozione, semmai, li avrebbe colti nel momento in cui il presidente ha consegnato a ciascuno di loro un suo pensierino. Un bel gesto, una dimostrazione d’attenzione e di sensibilità: così è stato metabolizzato dalla squadra, se a Cairo può far piacere saperlo.
LOW PROFILE - In genere il presidente si concede senza parsimonia, allorché si trova in mezzo ai suoi giocatori. Ieri invece ha mantenuto il profilo basso che sta ormai osservando da alcuni mesi: poche parole, però incisive e mirate. Cairo ha infatti cercato qua e là gli interlocutori cui dedicare le sue attenzioni: sempre in forma individuale, così da far sentire unico e importante il giocatore prescelto. Anche l’ultima delle riserve, e questo perché Cairo crede ciecamente nella forza del gruppo, dove anche chi riveste il ruolo più marginale può risultare determinante per raggiungere l’obiettivo generale. Ai granata maggiormente rappresentativi, a coloro ai quali in un certo senso spetta la responsabilità maggiore - e non solo per censo - il presidente ha poi tributato il suo accorato convincimento: «Io credo ancora nella promozione, credeteci anche voi. Che sia diretta o attraverso i playoff non fa differenza e comunque non pensiamoci ora. Complimenti per la vittoria di sabato scorso contro il Frosinone, ora forza e coraggio: siate brillanti anche ad Ancona. State tranquilli, e avanti così».
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Stefano Lanzo
Piero Venera

Il tecnico dell'Ajax: «Dissi che invidiavo Amauri e lui mi ha segnato 2 dei suoi 4 o 5 gol stagionali. Ora sto zitto»
TORINO, 25 febbraio - Da Amsterdam caleranno su Torino in millequattrocento, ieri una rumorosa avanguardia ha accompagnato la rifinitura dell’Ajax all’Olimpico. Della comitiva, come previsto, fa parte pure Luis Suarez in versione capitano non giocatore. Il cartellino giallo rimediato dall’uruguaiano nel match d’andata ha infatti risolto preventivamente il principale problema di Zac: come fermare il capocannoniere del campionato olandese.
IL TOP IN EUROPA - Martin Jol si presenta alla conferenza stampa di prammatica con l’aria flemmatica di sempre, ma la squalifica del suo giocatore più rappresentativo l’ha accusata. Basta ascoltarlo, Jol, per realizzare il peso dell’assenza: «Suarez è un fenomeno, fa più gol di chiunque altro in Europa, ma anche alla voce assist si fa sentire. Comunque i nostri giovani sono preparati a sostenere l’impatto di questo match, lo farà anche il sostituto di Luis» . Forse, il tono infatti è meno perentorio rispetto alle parole. Tanto è vero che Jol, consapevole di non avere un altro Suarez in rosa, studia soluzioni alternative.
IL MERCANTE - Il 4- 3- 3 per l’Ajax è un dogma assoluto a cui i tecnici si piegano a prescindere dal loro credo. In pratica si tratta di sistema di gioco “societario”, che questa sera però potrebbe essere (temporaneamente, s’intende) abbandonato in favore del 3- 4-3. Il punto è che la sfida d’andata ha incrinato le certezze di Jol a prescindere dal risultato maturato al 90’. Così il timoniere dei Lanceri ha partorito l’idea di portare Van der Wiel sulla linea dei centrocampisti per appoggiare con maggiore continuità l’azione dei suoi attaccanti. Il dubbio verrà sciolto solo nell’imminenza del match, sostengono i cronisti olandesi, quasi stupiti da tanto ardire. Mentre dubbi Jol non ne ha sul valore dell’esterno che tanto piace alla Juve. Il tecnico annuisce quando si parla dell’interessamento bianconero per il suo gioiello e quando risponde sembra quasi voler esporre la pregiata merce. In fondo gli olandesi sono, storicamente, dei grandi mercanti e Jol non si sottrae al ruolo: «Van der Wiel è un nazionale olandese, il meglio che c’è nel nostro campionato in quel ruolo. Io di giocatori più bravi non ne ho visti molti... » . Uno raro, insomma. Uno che questa sera proverà a ribaltare l’azione e il risultato dell’andata. All’Ajax sostengono di crederci, ma è un fatto che la doppietta di Amauri abbia spostato gli equilibri.
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Gianni Lovato

Semifinale Tim Cup Fiorentina-Inter slitta al 14 aprile
(ANSA) - MILANO, 1 FEB - Si recuperera' il 10 febbraio prossimo alle 20:45, l'incontro di campionato Parma-Inter che non si e' disputato ieri a causa della neve. Lo ha ufficializzato la Lega Calcio che ha contemporaneamente spostato la gara di ritorno delle semifinali di Tim Cup, Fiorentina-Inter, in programma lo stesso giorno. L'incontro e' programmato per il 14 aprile ma ''la gara potra' essere anticipata qualora si rendano disponibili altre date nel corso della stagione''.

Era fatta con i viola: «Lo faccio per il club, per me e per i tifosi»
GENOVA, 31 gennaio - Cassano regala un altro dei suoi colpi imprevedibili, fuori dal campo. Il talento barese ha stupito tutti decidendo di rimanere alla Sampdoria, quando era praticamente fatto il suo passaggio alla Fiorentina. Sulla sua decisione hanno influito le chiamate dei compagni di squadra, con cui il rapporto è ancora ottimo e il legame con la città. Cassano ora dovrà ricucire il rapporto con Del Neri e con la tifoseria, che apprezzerà sicuramente questo gesto.
SMENTITA SAMP - Il club doriano ha successivamente smentito sul proprio sito ufficiale l'esistenza di una trattativa con la Fiorentina per la cessione in prestito di Cassano
CASSANO - Poco dopo il talento barese ha spiegato in un comunicato, il motivo della sua scelta. «Ecco perché resto alla Sampdoria», il titolo del comunicato in cui spiega: «Lo faccio per la società, la squadra e i tifosi».
IL COMUNICATO - «
Resto alla Sampdoria. Per il Presidente Riccardo Garrone, per la "mia" gente, i miei compagni ma anche e soprattutto per me. Resto anche se non posso negare che per qualche momento mi sono visto lontano da tutto questo e da quello che negli ultimi tre anni - di fatto - mi ha cambiato la vita».
«Nella giornata di sabato mi è stata prospettata la possibilità di trasferirmi - seppur temporaneamente - alla Fiorentina. Una grande società ed una bellissima squadra che mi ha chiesto di far parte da qui a giugno di un progetto ambizioso con l'opportunità di giocare anche in Champions League. Non posso negare di averci riflettuto sopra in un momento in cui qui a Genova gli spazi per giocare mi apparivano decisamente ridotti, viste le recenti dichiarazioni dell'allenatore. Ribadisco il mio rispetto per le scelte dell'allenatore, ma proprio per questo, in un momento di profonda delusione, non ho potuto fare a meno di valutare l'opzione viola. In pochissime ore però Genova e la "mia" gente mi hanno davvero sommerso di manifestazioni di affetto e attaccamento senza pari, impensabili anche per me che con questa fantastica tifoseria e con questo ambiente ho legato fin da subito in maniera intensissima. Sono state dimostrazioni che mi hanno toccato e commosso davvero. Anche e soprattutto per questo ho deciso di mantenere fede a quella scelta che non più tardi di due anni fa in quel fantastico Sampdoria-Inter feci mia: "io resto qui". Resto qui per restarci. Per me, per i tifosi e per quella grande persona e grande uomo che è Riccardo Garrone, Con lui soprattutto mi sono confrontato in queste ultime ore e per l'ennesima volta, benché non ce ne fosse bisogno, ho compreso quale rapporto mi leghi al Presidente della Sampdoria. Resto e quello che sarà l'immediato futuro di Antonio Cassano lo vedremo tutti quanti insieme. Chiudo ringraziando il mio procuratore Beppe Bozzo che mi è sempre stato vicino e che in questa occasione ho messo in grossa difficoltà e come è giusto che sia la società Fiorentina che comunque a me aveva pensato offrendomi una opportunità straordinaria, ma la mia storia e la mia vita calcistica oggi e domani sono e saranno qui, a Genova con la mia Sampdoria».

Due legni per gli azzurri nel 1/o tempo, tiene difesa liguri
(ANSA) - NAPOLI, 30 GEN - Napoli-Genoa 0-0 nel secondo anticipo della 22/a giornata di serie A. Gli azzurri raggiungono temporaneamente al terzo posto la Roma. Nel 1/o tempo equilibrio con contropiedi pericolosi del Genoa ma anche un palo e una traversa per il Napoli al 4' su deviazione fortuita di Dainelli e al 42' su botta dal limite di Cannavaro. Nella ripresa un paio di occasioni per Denis e Quagliarella. In campo Acquafresca, all'esordio nel Genoa. Gli azzurri non riescono a perforare la difesa dei liguri.
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