
Il vice dg bianconero sorridente in Lega Calcio prima dell'incontro con Federcalcio, vertici arbitrali, tecnici e designatori: «Zaccheroni sta facendo bene»
MILANO, 12 marzo - La vittoria convincente sul Fulham ieri sera in Euro Cup ha messo di buon umore l'ambiente bianconero. E così Roberto Bettega, arriva in Lega Calcio per l'incontro con Federcalcio, vertici arbitrali, tecnici e designatori sfoggiando un bel sorriso. «Zaccheroni sta facendo bene - dice - possiamo migliorare ancora». La Juve può fare meglio, gli chiedono? «Speriamo» risponde il vice direttore generale juventino prima di entrare nella riunione con Giancarlo Abete, Pierluigi Collina, il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi e Renzo Ulivieri presidente dell'associazione allenatori.
Su quale siano le aspettative per l'incontro di oggi, si pronuncia il presidente del Livorno Aldo Spinelli. «Una riunione che serve soprattutto per guardarli in faccia - dice - una cosa che non capita mai». Ma lei è uno di quelli arrabbiati con gli arbitri? «No, io ora sono più che altro arrabbiato con i miei giocatori - risponde Spinelli - con gli arbitri mi auguro un confronto tranquillo».

Il nuovo procuratore di Mario: «Con Moratti ho un ottimo rapporto»
MILANO, 12 marzo - Sono due settimane che Mino Raiola è diventato il nuovo agente di Mario Balotelli, «non capisco tutto questo clamore», ha detto il diretto interessato a Sky Sport 24: «Moratti dice che con me ha chiuso buoni affari? Confermo, ha ragione. Credo che l'affare, Moratti l'abbia fatto con Ibra, quando l'ha preso e quando l'ha venduto. Non ci sono mai stati problemi tra me e la società. Con il presidente ho un rapporto veramente ottimo».
«LA STAMPA ESAGERA CON MARIO» - Raiola non è voluto entrare nei dettagli del rapporto di odio-amore fra Balotelli e Mourinho: «Io non mi intrometto. Non sono qui a fare questo. Credo che la stampa si inventi delle non notizie. Ci stiamo buttando sulla commedia. Mario è tranquillo e con calmasi dovrà creare pace attorno al ragazzo che deve dimostrarsi professionista quale è».
«COME ZLATAN» - Poi Raiola parla di Balotelli in Nazionale: «Credo che sia difficile dare consigli sulla Nazionale a Mario perchè non è lui che decide. Spetta a Lippi». Al Barcellona, intanto, sta avendo qualche difficoltà Ibrahimovic, un altro dei suoi fuoriclasse: «Sia Ibra sia Mario hanno talento. Zlatan è più avanti perchè è più maturo ed ha più esperienza. Mi auguro che Mario possa fare quello che ha fatto Zlatan fino ad ora. Il suo futuro? Oggi è un giocatore dell'Inter punto e basta».

«Non sarà lo schieramento tattico a fare la differenza»
MANCHESTER, 9 marzo - Domani il Milan dovrà ribaltare il 2-3 incassato tre settimane fa a Milano per superare il Manchester United e ripetere un'impresa già riuscita nel 2007. Ma piuttosto che alla sfida di tre anni fa, Leonardo pensa a quella dell'andata.
«Voglio lo stesso spirito mostrato a Milano, quando siamo riusciti a segnare dopo soli tre minuti», spiega l'allenatore brasiliano, che molto probabilmente dovrà fare a meno di Pato, il quale durante la rifinitura ha lavorato a parte limitandosi a un pò di corsa. Per Leonardo non potrà essere decisiva la prestazione di un solo giocatore come Ronaldinho. «Le nostre sorti dipendono dall'atteggiamento globale, se riusciremo ad andare avanti in questa Champions sarà per il comportamento della squadra e non per le prestazioni individuali - osserva -. Non sarà lo schieramento tattico a fare la differenza ma l'atteggiamento». Eppure Leonardo ha qualche dubbio sulla formazione, ma è tranquillo perchè «abbiamo alternative che ci rendono il lavoro più semplice». Una di queste potrebbe essere Beckham: «Sappiamo che per lui è un'occasione molto speciale tornare a Manchester e, a prescindere dalla sua presenza in campo, ci darà molto». Dovrebbe invece partire titolare Massimo Ambrosini, che vede la sfida di domani come «la più stimolante della mia carriera».

Il tecnico del Palermo: «Felice dell'entusiasmo dei tifosi»
PALERMO, 7 marzo - Ora il vero problema per Delio Rossi è far tenere i piedi piantati a terra al suo Palermo. Ogni settimana che passa la missione del tecnico rosanero è sempre più difficile. Merito di una squadra che ormai sa solo vincere. «Il problema è che in Italia non si ragiona a tappe ma solo con un obiettivo finale: o arrivi o non arrivi», ha detto Delio Rossi. «Il Palermo deve continuare a ragionare con serierà, proprio come stiamo facendo. Speriamo di poter continuare così ma dobbiamo restare concentrati».
«SAPEVO CHE CON IL LIVORNO SAREBBE STATA DURA» - Eppure con il Livorno non è stata una partita facile: «In Italia non esistono partite semplici, soprattutto se giochi contro avversarie in lotta per non retrocedere che vengono a Palermo e si chiudono in dieci uomini. Lo sapevo che la partita con il Livorno sarebbe stata più dififcile di quella a Torino con la Juve. Noi siamo stati bravi a trovare il momento giusto per colpire senza concedere nulla agli avversari. Dobbiamo essere sempre cattivi e umili. Non ci possiamo mai permettere di calare la soglia della nostra attenzione perchè altrimenti diventiamo una squadra normale e vincere diventa arduo. Dopo tanti successi il rischio di un calo di concentrazione è sempre dietro l'angolo. Oggi siamo stati bravi a non concedergli mai una ripartenza».
«SOGNA CHAMPIONS? RESTIAMO SVEGLI» - Con questo successo il Palermo torna al quarto posto in Champions. La Juventus è di nuovo alle spalle: un balletto destinato a durare fino al termine della stagione? «A me l'entusiasmo non preoccupa, mi terrorizza la depressione. Se vogliamo far sognare i tifosi dobbiamo stare svegli noi. Io non frequento molto la città, preferisco passare le mie giornate fra casa e campo di allenamento così mi mantengo tranquillo».
Il tecnico del Palermo: «Felice dell'entusiasmo dei tifosi»
PALERMO, 7 marzo - Ora il vero problema per Delio Rossi è far tenere i piedi piantati a terra al suo Palermo. Ogni settimana che passa la missione del tecnico rosanero è sempre più difficile. Merito di una squadra che ormai sa solo vincere. «Il problema è che in Italia non si ragiona a tappe ma solo con un obiettivo finale: o arrivi o non arrivi», ha detto Delio Rossi. «Il Palermo deve continuare a ragionare con serierà, proprio come stiamo facendo. Speriamo di poter continuare così ma dobbiamo restare concentrati».
«SAPEVO CHE CON IL LIVORNO SAREBBE STATA DURA» - Eppure con il Livorno non è stata una partita facile: «In Italia non esistono partite semplici, soprattutto se giochi contro avversarie in lotta per non retrocedere che vengono a Palermo e si chiudono in dieci uomini. Lo sapevo che la partita con il Livorno sarebbe stata più dififcile di quella a Torino con la Juve. Noi siamo stati bravi a trovare il momento giusto per colpire senza concedere nulla agli avversari. Dobbiamo essere sempre cattivi e umili. Non ci possiamo mai permettere di calare la soglia della nostra attenzione perchè altrimenti diventiamo una squadra normale e vincere diventa arduo. Dopo tanti successi il rischio di un calo di concentrazione è sempre dietro l'angolo. Oggi siamo stati bravi a non concedergli mai una ripartenza».
«SOGNA CHAMPIONS? RESTIAMO SVEGLI» - Con questo successo il Palermo torna al quarto posto in Champions. La Juventus è di nuovo alle spalle: un balletto destinato a durare fino al termine della stagione? «A me l'entusiasmo non preoccupa, mi terrorizza la depressione. Se vogliamo far sognare i tifosi dobbiamo stare svegli noi. Io non frequento molto la città, preferisco passare le mie giornate fra casa e campo di allenamento così mi mantengo tranquillo».
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